Raggi di luce d’autunno

Storia d’un raccoglitore di Erbe Officinali, n.3

L’estate e’ andata ..sembrerebbe finito il tempo di raccolta. Sembrerebbe ora di meditare, di raccogliersi per conservare l’energie per la stagione che verra’ ma non e’ cosi, c’e’ un ultima raccolta da fare e lo Sposo lo sa..

Gli ultimi soli illuminano la bellissima Solidago virgaurea che si erge tra i fili d’erba secca di fine stagione nei campi in collina, esce tardi lei..si vuole far notare, essere solo lei a troneggiare nel secco, ama le prime frescure d’autunno.

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La vedete spuntare gialla come il suo sole in gruppetti sparsi qua e la’ come curiose anime intrepide che si controllano a vista  dall’alto delle loro altezza.

Non e’ stato facile raccoglierne 30 chili ma alla fine tra una distesa e l’altra tra boschi e vallate nell’Appennino tosco-romagnolo lo Sposo anche stavolta ce la fà. E come un mazzo da sposa tiene in grembo la verga man mano che la coglie.

Che nome straordinario Solidago Verga D’oro (bravo Linneo!)…si puo intuire il perché di verga d’oro..lo si capisce subito quando la si tiene in mano: il suo fusto e’ forte e flessibile e si erge fiero verso l’alto ..da qui verga…d’oro per il colore dei suoi fiori, ma solidago? potrebbe derivare dal  latino solido il cui significato è “consolidare, rinforzare” e quindi anche “guarire del tutto”.

La Dr.ssa Campanini nel suo Dizionario di fitoterapia e piante medicinali ne esalta le qualità scrivendo:

” ..in generale la Solidago è una pianta che risulta utile negli stati infiammatori delle vie urinarie e nelle affezioni del rene o della vescica….può essere considerata un buon adiuvante nel trattamento delle infezioni batteriche del tratto urinario….”

Buon ottobre a tutti e a presto con il prossimo articolo dove conosceremo meglio Lo Sposo e la sua attrezzatura da raccoglitore!

Silvia

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