EQUISETUM ARVENSE: PIANTE A USO TRADIZIONALE

In questa sezione vogliamo proporvi mensilmente una scheda che  illustri una piante del nostro territorio a uso tradizionale, questo mese abbiamo scelto di cominciare con  l’EQUISETUM ARVENSE.

Molti dei nostri nonni avevano l’abitudine di raccogliere l’equiseto nelle zone umide del territorio facendone decotti utili per i problemi renali ed articolari. In effetti in Italia esiste una tradizione molto solida ed antica in merito all’uso di questa pianta dalle mille virtù. Ma vediamo di più su questa pianta affascinante e dall’aspetto molto antico.

Morfologia e habitat

Si tratta di piante perenni erbacee molto antiche (resti fossili delle Equisetales possono essere attribuite al devoniano, tra 395 a 345 milioni di anni fa) con gemme in posizione sotterranea.

Le dimensioni variano a seconda della specie: tra i 20cm e i 150 cm con esemplari di E. Giganteum ed E. myriochaetum che possono raggiungere 5-8 metri.

Le radici sono secondarie da rizoma, i fusti epigei sono cavi e possono essere fertli o sterili (privi di clorofilla). La pianta si riproduce attraverso spore anziché semi.

In Italia la specie di equiseto più comunemente utilizzata per scopi terapeutici è l’EQUISETUM ARVENSE

  • habitat: campi, boschi, sponde di fiumi e laghi, margini di strada
  • diffusione in Italia: presente nella maggior parte del territorio nazionale fino a 2500 metri s.d.m.

Cenni di etnobotanica

L’Equiseto è conosciuto fin dall’antichità: ne parlano Plinio, Discoride e Galeno.

I romani cucinavano e si alimentavano dei getti giovani e polverizzavano la pianta adulta utilizzandola per lucidare legno e metalli.

Le virtù comunemente riconosciute erano principalmente diuretiche e cicatrizzanti.

In Italia l’equiseto veniva utilizzato praticamente ovunque, in ogni località si ritrovano usanze e tradizioni legate al largo utilizzo di questa pianta. L’infuso generalmente era usato per i calcoli renali e come diuretico mentre il decotto come antinfiammatorio, antiemorragico e contro le artrosi e le emorroidi.

Il suo utilizzo è noto in molte aree dell’Europa, in Asia, Africa e nelle Americhe.

Studi contemporanei

Molti studi sono stati fatti su questa pianta a partire dai primi decenni del secolo scorso. Ciò che è stato accertato è l’azione emopoietica (produzione degli elementi cellulari del sangue: i globuli rossi, bianchi e piastrine) del succo fresco, si sono inoltre confermate le proprietà remineralizzanti, emostatiche, antinfiammatorie, emostatiche, antinfiammatorie del tratto urinario, diuretiche e depurative della pianta.  

Principali utilizzi dell’Equisetum arvense  

  • DECOTTO

Artrosi-periartrite ( R. Weiss 1996)

Edema post traumatico (Ministero della Salute di Germania 1986)

Unghie fragili (P. Chiereghin 2005)

Polipi nasali (G. Antonelli 1941)

Carenza di minerali (P. Lieutaghi 1966)

Arteriosclerosi ( L. Palma 1979, studi riferiti all’Equiseto Major)

Incontinenza urinaria (Steels 2002)

Anemie ipocromiche, iposideremiche e da insufficienza midollare (M. Pedretti1980)

Neoplasie (F. Piterà 1994/ K Sandeep 2013)

Diuresi (A. Sannia 1994/Leung, Foster 1996 )

Micosi delle piante da orto-prevenzione (uso tradizionale)

Osteoporosi in associazione al luppolo (A. Sannia 1995)

  • INFUSO

Infiammazioni vie urinarie (Capasso, Grandolini 1996)Ferite ed emoraggie (Capasso, Grandolini 1996)

Ipercolesterolemia associato a pervinca, biancospino, cardiaca e coreggiola (Samura 2005)

  • POLVERE

Tubercolosi polmonare (P. Lieutaghi 1966)

  • PIANTA APPASSITA CON VAPORE

Ulcere, ferite (M. Treben 1980)

  • SUCCO FRESCO

Emorragie (J. Valnet 1972)

  • ESTRATTO METANOLICO

Infezioni batteriche (Z. Kukric’ 2013)Diabete (Soleimani 2007)

  • ESTRATTO ETANOLICO

Ansia (Singh 2011)Micosi (Geeta 2011)

  • MACERAZIONE

Micosi delle piante da orto-prevenzione (uso tradizionale)

 

Ricette sull’uso di Equisetum arvense

  • INFUSO

2 g erba secca o 6/8 g erba fresca

200 ml di Acqua

Portare ad ebollizione l’acqua e versarla sull’erba lasciando in infusione almeno cinque minuti e poi Filtrare e bere.

  • DECOTTO AD ALTO CONTENUTO DI SILICE (Piekos, Palslawska 1975)

2 g erba secca o 6/8 g erba fresca

200 ml acqua

poco zucchero

Far cuocere per tre ore a 90 gradi circa. Filtrare e bere. Si raccomanda l’assunzione di un po’ di succo di limone dopo il decotto.

  • DECOTTO ANTICRITTOGAMICO 

100gr pianta secca (o 300 fresca)

1 l acqua

Portare a ebollizione e far cuocere per 10 minuti. Raffreddare, filtrare e diluire in 5 litri di acqua. Annaffiare foglie e radici delle piante interessate. Si ricorda che l’azione è efficace dal punto di vista preventivo ma non curativo.

equisetum arvense parte aerea essicata
Equiseto essicato e sminuzzato pronto per fare tisana

 

 

Attenzioni sulla raccolta di Equisetum arvense 

  • Esistono alcune specie di equiseto ad alto contenuto di alcaloidi tossici. In particolar modo si deve far attenzione all’equiseto palustre, la specie che sembra contenerne di più. Si raccomanda di affidarsi a prodotti già selezionati da esperti o studiare le differenze fra i vari tipi di equiseto prima di procedere alla raccolta.

Affinchè i rimedi erboristici a base di equiseto abbiano effetto devono essere assunti in maniera costante e regolare, in questo modo gli effetti benefici non tarderanno a manifestarsi gradualmente.

Curiosità e approfondimenti da Lerbolaia

DIFFERENZA TRA UN DECOTTO E UN INFUSO

  • Decotto

Ebollizione in acqua del prodotto fitoterapico da cinque minuti a qualche ora a seconda del tempo necessario all’estrazione dei principi attivi; è una procedura che si usa  per le radici, le cortecce, i semi e le foglie coriacee.

Il prodotto va unito all’acqua fredda e una volta raggiunto il punto di ebollizione si fa sobbollire lentamente per il tempo necessario.

  • Infuso

Si ottiene versando dell’acqua bollente sul prodotto e lasciando il tutto in infusione per cinque-dieci minuti. Questa procedura si utilizza per foglie e fiori delicati per i quali è sufficiente questo tipo di operazione per l’estrazione dei principi idrosolubili.

L’EQUISETO ERBA MAGICA

Secondo una vecchia tradizione anglosassone sembra che l’equiseto fosse una pianta importante per favorire la fertilità; a  questo scopo si preparavano dei talismani con delle piccole quantità di erba essicata.

(Acquerello di Marzia dal lago)

 

PER APPROFONDIRE

BONALBERTI-A.PERONI-G.PERONI, Il magico equiseto, Nuova Ipsa editore, 2016

 

Prodotti presenti nel sito contenenti equisetum arvense:

Equiseto plus cps

Equiseto pianta secca

Equiseto soluzione idroalcolica

 

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2 commenti su “EQUISETUM ARVENSE: PIANTE A USO TRADIZIONALE

  1. Buongiorno, perché la descrizione della pianta e/o erba non viene corredata anche di fotografia, così rende meglio la descrizione anziché il disegno che non ha nulla con la reslta? Grazie

    1. Buongiorno Antonio! Grazie per il commento a cui ti rispondo con piacere… i nostri articoli hanno tutti foto originali che facciamo noi. Non volevamo prendere foto dal web… e in questo periodo l’equiseto arvense non si trova. Così Marzia nella sezione dedicata all’uso magico ci ha fatto questo bel disegno che non voleva essere una tavola botanica assolutamente. Quando riusciro a fotografare l’equiseto arvense corrediamo l’articolo di foto ! Grazie della tua attenzione!!!!

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